domenica 22 febbraio 2009

Fino alla vittoria!

Comunicati del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
25/12/08 - 20/01/09

scarica l'opuscolo!
Fino_alla_vittoria!_FPLP.pdf

Il 25 dicembre 2008, quando l'aggressione israeliana alla Striscia di Gaza ed al popolo palestinese non era ancora cominciata, giunse dalla Palestina la notizia della condanna di Ahmad Sa'adat, il Segretario Generale del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina. Sa'adat è, come tanti altri prigionieri, l'incarnazione delle tragedie di questo popolo. Rifugiato dopo che l'esercito israeliano ha raso al suolo il suo villaggio, nel 1967, a soli 14 anni, inizia a militare nelle fila studentesche dell'FPLP. La sua vita politica è la storia del popolo palestinese: martoriato, infangato, costretto alla violenza, poi alla resa di Oslo, ma ancora capace di Intifada. Quando nel 2001 Abou Ali Mustafa viene assassinato per mano sionista, Sa'adat diventa Segretario dell'organizzazione. Fa paura, perché rispetto alla corruzione e all'opportunismo della dirigenza dell'ANP è una persona onesta, sobria, popolare. Fa paura, perché non gli si può applicare l'etichetta di esaltato-fanatico-islamista: è una persona ragionevole, colta, che motiva le sue verità. Subito Israele lo accusa di aver organizzato l'assassinio di Rehavam Zeevi, Ministro del Turismo israeliano, ex generale, uomo politico di estrema destra, il quale proponeva, senza farsi troppi scrupoli, di deportare in massa la popolazione palestinese in Giordania. Imprigionato nel gennaio 2002 dai collaborazionisti dell'ANP dopo un accordo con Israele negoziato dagli statunitensi e gli inglesi, fu riconosciuto innocente dalla Corte Suprema Palestinese. Ma l'ANP non lo volle rilasciare. Solo nel marzo 2006 questa possibilità si fece concreta: allora gli israeliani, d'accordo con gli imperialisti occidentali, assediarono il carcere di Gerico, causando morti e feriti, e prelevarono di forza Sa'adat.Quasi tre anni dopo, il 25 dicembre 2008, la condanna a trent'anni: non per l'omicidio, indimostrabile, ma per l' “attentato alla sicurezza d'Israele”. Trent'anni: una vita, una generazione intera. Non si rida per il ridicolo dell'accusa: per uno Stato paranoico e violento, che è nato da un crimine e che vede nella libertà e nella vita altrui la schiavitù e la morte propria, qualunque resistenza, anche quella più umana e giusta, diviene un pericolo intollerabile. Bisogna dunque cancellare questi dell'FPLP, fanatici dell'uomo, che trovano ovunque alleati: anche fra gli ebrei contro l'occupazione, anche fra gli occidentali di sinistra... Se Sa'adat incarna la vicenda del popolo palestinese, la notizia della sua condanna è una premonizione. Quasi come l'annuncio, di qualche giorno precedente, della cacciata di Richard Falk, professore universitario statunitense di sangue ebreo, delegato Onu per i diritti umani, che aveva osato paragonare il trattamento che gli israeliani riservano ai palestinesi a quello che i nazisti riservavano agli ebrei... Il 26 dicembre, l'esercito israeliano bombarda la Striscia di Gaza, vigliaccamente sostenuto dall'imperialismo statunitense ed europeo, dai corrotti regimi arabi, dai media occidentali, e dagli “equidistanti” e gli “umanisti” di ogni tipo. Un'aggressione spaventosa, fatta di bombe al fosforo e armi non-convenzionali, durata 22 giorni, conclusasi il 18 gennaio 2009 con più di 1.300 morti (di cui più di trecento bambini!) e 5.000 feriti... Con il mondo che sta a guardare, con le polizie arabe impegnate a sedare col manganello il malcontento dei fratelli in rivolta, con i giornalisti italiani dediti a operazioni da regime, fino a far scomparire mediaticamente una manifestazione che a Roma ha visto 100.000 persone autorganizzarsi e scendere in piazza per far sentire la propria solidarietà. Ora è il momento di cominciare una riflessione.
continua......


Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli

Nessun commento:

Posta un commento