C I R C O L O 1° M A G G I O
Via di Porta San Marco, 38 PISTOIA
C’era una volta un paese…e quel paese adesso non c’è più.
Crisi sociale, economica e istituzionale. Nazionalismi, comunità escludenti e identità.
Il caso della ex-Jugoslavia fino alle pulizie etniche degli anni ’90.
Incontro a cura di
Stefano Bartolini
dell’ Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea
In uno stato di crisi sociale, gli individui, invece di incolpare se stessi, tendono necessariamente a incolpare sia la società nel suo insieme, il che li porta al disimpegno, sia altri individui che sembrano loro particolarmente nocivi per ragioni facili da scoprire. In uno stato di crisi sociale, le persone spaventate si radunano insieme e diventano una folla, e la folla per definizione cerca l’azione, ma non può agire sulle cause naturali della crisi. Cerca dunque una causa accessibile che sazi la sua brama di violenza. Il resto è piuttosto disorientante, ma facile da realizzare e da comprendere. […] Intendiamoci bene: la crisi sociale causata dai mezzi convenzionali di protezione collettiva non è una specialità dei Balcani. E’, a diversi livelli di condensazione e acutezza, un’esperienza comune a tutto il nostro pianeta in rapida globalizzazione. Le sue conseguenze nei Balcani sono state forse insolitamente estreme, ma meccanismi simili sono all’opera ovunque, anche se le cose magari non sospingono tanto avanti come nei Balcani, e il dramma è in sordina, talvolta addirittura non udibile. Ma desideri molto simili e impulsi ineludibili spingono la gente all’azione ogniqualvolta si avvertono gli spaventosi e sconvolgenti effetti della crisi sociale.
Zygmunt Bauman, Intervista sull’identità.
Comitato Antifascista San Lorenzo
lunedì 9 marzo 2009
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